Santo Alfonso Maria de Liguori (27/09/1696 - 02/08/1787) Vescovo - Confessore Dottore Zelante della Chiesa
Compendio della Dottrina cristiana
Approccio alla lettura:
Scheda
1 - De Meulemeester
Edizioni contemporanee a S. Alfonso
1743*
L’Elenchus degli Acta Doctoratus pone intorno al 1745 un Compendium Doctrinae cristianae redatto da s. Alfonso su ordine del cardinale Spinelli arcivescovo di Napoli. Questa informazione probabilmente viene riferita nella lista di libri stampati in coda all'Apparecchio alla morte del 1759. Infatti si legge: "Compendio della Dottrina cristiana stampato in Napoli per ordine dell’Em. Cardinale Spinelli.
E' questo il titolo esatto? O piuttosto solo una indicazione sul contenuto dell'opuscolo? In questo caso il Compendio potrebbe essere la stessa cosa che la Breve dottrina da recitarsi..., che l’Elenchus pone nel 1762 e di cui un esemplare è citato al n. XIII nel Catalogus Operum Impressorum del 1803. Questo è un sintetico riassunto delle principali verità religiose, soprattutto quelle di ordine pratico, di cinque pagine dell'edizione di Torino del 1830 (t. 8, Operette varie relative ai confessori p.3-8.
Se il Compendio è distinto dalla Breve Dottrina, bisogna rassegnarsi, insieme al p. Dilgskron, a considerarlo perduto.
Quanto alla data della pubblicazione di questo opuscolo, sappiamo solo con certezza che è anteriore al 1750, dal momento che in questo anno, il card. Spinelli, senza rinunziare all'arcivescovado di Napoli, abbandona nel frattempo la città senza più ritornarvi. (Capecelatro, 1. 2, c. 9)
E' ancora probabile che il compendio fu redatto in seguito alla missione generale dell'arcidiocesi che il card. Spinelli aveva ordinato nel 1741 e di cui aveva affidato la direzione a S. Alfonso. Cominciata nel 1741, la missione si prolungò per circa 15 mesi. E' stato senza dubbio dopo il suo ritorno a Ciorani nel 1742, che S. Alfonso ha redatto questo Compendio che doveva realizzare qualcuno dei Desiderata del Cardinale espressi nelle Istruzioni ai Missionari destinati a percorrere la diocesi di Napoli (Napoli 1741). Cf. G. Sarnelli, L'Ecclesiastico santificato, parte l. c. 8, un commento alla istruzione di Spinelli.
P. Maurice De Meulemeester
Bibliographie générale des écrivains rédemptoristes,
Louvain 1933, p. 55
2 - Telleria
Nel 1948 nella biblioteca Lucchesiana di Agrigento, il P. Raimondo Telleria scoprì l’edizione integra del Compendio della Dottrina cristiana di S. Alfonso, già pubblicata dal Santo una prima volta nel 1744 e una seconda volta nel 1758. Erano trascorsi due secoli dalla prima pubblicazione.
L’esemplare, da cui è tratto il testo che viene proposto, si trova(va) nella citata biblioteca (colloc. III 6 D 14), rilegato insieme con altri opuscoli aggiunti dai padri redentoristi, che rilevarono per testamento del vescovo Lucchesi, fondatore della biblioteca, la cura della stessa biblioteca. Sul dorso rilegato è scritto "Ligorio".
Il libretto, di piccole dimensioni, si presenta in 24 pagine di 14,5 x 8 cm, e di queste pagine solo 18 sono contengono il Catechismo; le altre sono contengono preghiere per la Messa e formule di atti cristiani per la santificazione della vita quotidiana.
Manca di divisioni e sottodivisioni e procede con organicità, così che la domanda successiva nasce quasi naturale dalla antecedente.
L’opuscolo per un tempo contribuì alla evangelizzazione dell’archidiocesi di Napoli: verso la fine del secolo XVIII si trova la Dottrina Cristiana ristampata per ordine dell’Em.mo card. Zurlo, arc. di Napoli, ad uso della sua chiesa, Napoli 1796. Oggi rimane, almeno per noi, una chiara testimonianza dello zelo pastorale, col quale S. Alfonso rispose alla esortazione pontificia in questa materia e la tradusse in pratica.
(Tratto da un articolo di
Raimondo Telleria
in Spicilegium Historicum 4 (1956),
pp. 259-266)
Introduzione
1. La prima edizione del 1744.
L’opuscolo di S. Alfonso nasce nel contesto delle esortazioni di Benedetto XIV e dello zelo pastorale del cardinale Spinelli, arcivescovo di Napoli. Il Papa, sin dall’inizio del suo pontificato, il 7 febbraio 1742 aveva emanato l’enciclica Etsi minime Nobis dubitandum, raccomandando la Dottrina cristiana e prescrivendo sia ai vescovi sia ai parroci e ad altri ad attendere a questo fruttuoso ministero, raccomandando l’uso del catechismo di san Roberto Bellarmino, senza per altro precludere altri autori.
L’esortazione pontificia fu ben accolta anche dal potere civile, la Real Camera: "... essendosi riconosciuto detto Breve si è ritrovato che le istruzioni ed ordini che in esso si danno ai Vescovi, affinché nelle loro diocesi si mantenghi ed accresca la prattica di istruire li fedeli ne’ rudimenti della Christiana Dottrina sono molto salutari e lodevoli..." e appoggiata con adeguate iniziative.
Il card. Spinelli, intanto, nel 1741 aveva indetto la Visita generale nella intera Diocesi, facendola precedere dalle missioni a cui aderì il clero di tre congregazioni diocesane: quello delle Apostoliche Missioni, quello di S. Giorgio, e quello del Padre Pavone.
In queste missioni, cui partecipò attivamente S. Alfonso il Beato Gennaro Sarnelli, furono insegnati i rudimenti della dottrina cristiana non solo ai fanciulli, ma anche agli adulti. Per raggiungere lo scopo, il Santo nel 1744 mise tra le mani dei missionari e dei catechisti il suo opuscolo Compendio della Dottrina Cristiana. Anche il Sarnelli ne propose uno nella sua opera Il cristiano illuminato... ed ammaestrato, Napoli 1743.
L’opuscolo di S. Alfonso, presentato in forma anonima, godette della protezione del cardinale, divenendo il testo ufficiale e fu dappertutto divulgato e venduto. Nell’editto emesso dopo la Visita alle parrocchie nel 1746 il cardinale comandava che alla prima e alla seconda messa dei giorni festivi si spiegasse la Dottrina secondo il metodo da lui prescritto.
Su quello che ben presto fu conosciuto come il Catechismo del card. Spinelli ha scritto a lungo Ciro Sarnataro ???????????
2. La seconda edizione del 1758.
Il cardinale Antonino Sersale, successore dello Spinelli dal 1754 al 1775, continuò l’opera catechistica del suo predecessore, valendosi dei consigli di S. Alfonso.
Ma in questi anni la vivace polemica e controversia sulla Esposizione cristiana, suscitata dal filogiansenista francese Francesco Mésenguy, venne a turbare in modo particolare Napoli. Qui, dopo la condanna dell’opera del francese ad opera della Sacra Congregazione dell’Indice, fu divulgata una Nuova Esposizione Catechistica con la protezione di Giovanni Bottaro e del marchese Tanucci, parallelamente alla traduzione italiana dell’altra ad opera del Padre Patuzzi.
Sotto la spinta degli stimoli avversari S. Alfonso riprese la prima edizione del suo catechismo, inserendovi anche il catalogo delle sue opere, e la aggiunse in appendice dell’edizione napoletana e veneta del suo ultimo libro Apparecchio alla morte (1758 / 1759). Siccome, poi, il nome e l’autorità del cardinale Spinelli, allora dimorante in Roma, riconducevano al primo opuscolo, il Santo volle riproporlo anche sul frontespizio della nuova edizione: Compendio della Dottrina Cristiana, stampata a Napoli per ordine dell’Eminentissimo Cardinale Spinelli allora Arcivescovo di Napoli, ed ora ristampata nella stamperia di Alessio Pellecchia, 1758.
3. L’autenticità del catechismo alfonsiano, il suo merito e la sua fortuna.
Sulla paternità alfonsiana del citato catechismo primo testimone è il P. P. Blasucci, il quale nell’orazione funebre in onore di Alfonso, scrive: "Scrive egli a’ fanciulli un Compendio di Dottrina Cristiana, e il modo di servir la messa con una proprietà religiosa. Non isdegna la sua gravità di abbassarsi all’istruzione puerile, perché giova all’innocenza della loro età".
Concordano con questa voce, nel Processo Ordinario di S. Agata, i padri B. Di Costanzo e Caione: "Ai figlioli colla dottrinella".
I criteri interni all’opuscolo ci confermano l’autenticità alfonsiana: chi potrebbe affermare non essere la voce del Santo che chiude l’opuscolo con il suo "Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa?"
A questo si aggiunge anche il confronto del Cap. V della Breve istruzione degli esercizi di missione (Napoli 1760, pp. 61-93): coincidono i testi non solo della dottrina, ma finanche le sentenze riportate e i vocaboli usati.
Il valore e il merito di questo catechismo alfonsiano non si nasconde. Basta qui ricordare una testimonianza del simpatizzante giansenista Andrea Serrao (De claris catechistis..., libri III, Napoli, 1769, p. 231), che (con un suo certo rammarico) riconosce S. Alfonso tra coloro che hanno fatto con successo catechismo ai fanciulli, agli adulti, ai rustici... seguendo il Bellarmino.
Ai nostri giorni, il rev.mo mons. Costantino Caminada, successore del Santo alla cattedra di S. Agata nonché cultore delle sue opere, rileggendo il manoscritto alfonsiano, afferma: "Dal punto di vista pedagogico... mi sembra che eccella, oltre che per la sicurezza della dottrina, per la semplicità, per la concretezza, per l’efficacia. Le risposte catechistiche del Santo Vescovo di S. Agata dei Goti sono pressoché tutte semplicissime per la linearità del pensiero e per la costruzione volutamente elementare del periodo... Il Santo, a nostro avviso, ha saputo resistere alla tentazione di voler dir tutto. Ha saputo scegliere l’essenziale, necessario da sapersi da ogni buon cristiano di qualsiasi anche umile condizione, e distillarlo in formule di prima evidenza... Sono concrete e sono efficaci... Certe formule alfonsiane sono rimaste insuperate e forse non sarebbe un male ritornarvi".
(Tratto da un articolo di Raimondo Telleria in Spicilegium Historicum 4 (1956), pp. 259-266)
Testo
1- Dimanda. Chi vi ha creato?
Risposta. Iddio.
2- Dim. Che cosa è Iddio?
Ris. È un puro Spirito infinito e perfettissimo, Creatore e Padrone di tutte le cose.
3- Dim. Vi è più d'un Dio?
Ris. Signor no; vi è un solo Dio.
4- Dim. Può esservene più d'uno?
Ris. Signor no; perché essendo perfettissimo non può avere altri eguali a Sé.
5- Dim. In Dio vi sono più Persone?
Ris. Ve ne sono tre.
6- Dim. Come si chiamano?
Ris. Padre, Figliuolo e Spirito-Santo.
7- Dim. Perché la prima Persona si chiama Padre.
Ris. Perché ab aeterno ha generato il Figliuolo.
8- Dim. Perché la seconda Persona si chiama Figliuolo?
Ris. Perché ab aeterno è stato generato dal Padre.
9- Dim. Perché lo Spirito-Santo è la terza Persona?
Ris. Perché ab aeterno procede dal Padre e dal Figliuolo.
10- Dim. Quale di queste tre Persone è la più ||2|| perfetta?
Ris. Tutte hanno la stessa natura perfettissima e la stessa Divinità.
11- Dim. Il Padre è più vecchio del Figliuolo?
Ris. Signor no; il Padre, il Figliuolo e lo Spirito-Santo sono, e sono stati sempre.
12- Dim. Dove è Iddio?
Ris. In Cielo, in terra e per tutto.
13- Dim. Perché Iddio ha creato gli Uomini?
Ris. Per conoscerlo, amarlo e servirlo in questo mondo, e per goderlo eternamente nell'altro.
14- Dim. Come Iddio creò il primo uomo Adamo?
Ris. Innocente e santo.
15- Dim. Si mantenne egli fedele a Dio?
Ris. Signor no; peccò insuperbendosi, e disubbidì a Dio.
16- Dim. Come volle Iddio rimediare a questo peccato e disgrazia dell'Uomo?
Ris. Volle che s'incarnasse il Figliuolo di Dio e patisse per l'Uomo.
17- Dim. Che vuol dire incarnarsi?
Ris. Vuol dire farsi Uomo, prendendo un Corpo ed un'Anima, come abbiamo noi.
18- Dim. Dove ha preso questo Corpo e quest'Anima?
Ris. Nel seno della SS. Vergine Maria per opera e virtù dello Spirito-Santo.
19- Dim. Quando si fece Uomo, lasciò di esser Dio?
Ris. Signor no; ma restò vero Dio, come era stato sempre, e fu ancora vero Uomo.
20- Dim. Come patì per l'Uomo?
(3) Ris. Volle soffrir travagli e tormenti, e finalmente morire in croce per salvarci.
21- Dim. Morì in quanto Dio, o in quanto Uomo?
Ris. Patì e morì in quanto Uomo, perché in quanto Dio non potea né patire né morire.
22- Dim. Dopo la morte risuscitò Gesù-Cristo?
Ris. Sì; risuscitò il terzo giorno.
23- Dim. Come risuscitò?
Ris. Riunì per virtù propria la sua santa Anima al Corpo, che era nel sepolcro, donde uscì glorioso ed immortale.
24- Dim. Dopo essere risuscitato dove andò?
Ris. Ascese al Cielo, dove siede alla destra di Dio Padre Onnipotente.
25- Dim. Ritornerà più in questo mondo Gesù-Cristo?
Ris. Signor sì; nella fine del mondo.
26- Dim. Che cosa verrà a fare?
Ris. Verrà a giudicare tutti gli Uomini, dando a ciascuno il premio e la pena che avrà meritata.
27- Dim. Come faremo, quando allora ci giudicherà?
Ris. Iddio ci farà risuscitare co' medesimi nostri Corpi.
28- Dim. Come ci giudicherà?
Ris. Pigliando conto di tutto quello che avremo fatto, detto o pensato in questa vita.
29- Dim. Che cosa si farà di coloro, che saranno giudicati?
Ris. I buoni anderanno al Paradiso, ed i cattivi all'Inferno.
30- (4) Dim. Chi va al paradiso o all'Inferno vi và coll'Anima sola, o anche col Corpo?
Ris. Dopo morto vi và coll'Anima solo, ma dopo il giorno del Giudizio ci anderà anche col Corpo.
31- Dim. Che cosa è il Paradiso?
Ris. È un luogo dove per sempre colla visione di Dio si gode ogni bene, senza timore di alcun male.
32- Dim. Che cosa è l'Inferno?
Ris. È un luogo dove colla privazione di Dio e col fuoco eterno si soffre per sempre ogni tormento, senza speranza di alcun bene.
33- Dim. Con qual segno rappresentate i principali misteri, che abbiamo detto?
Ris. Col segno della Croce.
34- Dim. Come chiamate questi principali misteri?
Ris. Il mistero dell'Unità e Trinità di Dio, e dell'Incarnazione e Morte del Salvatore.
35- Dim. In qual maniera si rappresenta il primo?
Ris. La parola in Nome significa che Iddio è uno; le parole Padre, Figliuolo e Spirito-Santo significano che in Dio sono tre Persone.
36- Dim. In quale maniera si rappresenta il mistero dell'Incarnazione?
Ris. Portando la mano dalla fronte al petto si significa che il Figliuolo di Dio, discendendo dal Cielo in terra, si sia incarnato nel seno di Maria; e la figura ||5|| della Croce rappresenta ch'Egli morì per noi.
37- Dim. Perché fate il segno della Santa Croce?
Ris. Per mostrare che io fo professione di essere Cristiano.
38- Dim. Che è obbligato a sapere il Cristiano?
Ris. Il Credo, il Pater noster, l'Ave Maria, i Comandamenti di Dio, della Santa Chiesa ed i Sacramenti.
39- Dim. Che deve fare il Cristiano?
Ris. Deve servire Dio coll'opere buone ed esercitarsi negli atti di Fede, di Speranza e di Carità.
40- Dim. Che cosa è obbligato a credere per Fede il Cristiano?
Ris. Quello che crede la Santa Chiesa Cattolica Romana.
41- Dim. Che cosa crede la Santa Madre Chiesa?
Ris. Principalmente quello che si contiene nel Credo.
42- Dim. Recitatelo.
Ris. Io credo in Dio Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della terra; ed in Gesù-Cristo, suo Figliuolo unico Signor nostro, il quale fu concepito per opera dello Spirito-Santo, nacque di Maria Vergine. Patì sotto Ponzio Pilato, fu crocefisso, morto e seppellito. Discese all'Inferno, il terzo dì risuscitò da morte. Salì al Cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente. Di là ha da venire a giudicare i vivi ed i morti. Credo nello Spirito-Santo. La Santa Chiesa Cattolica, la Comunione de' Santi. La remissione de' peccati. ||6|| La resurrezione della carne. La vita eterna. Amen.
43- Dim. Perché le credete voi queste cose?
Ris. Perché Iddio, Verità infallibile e Sapienza infinita, che non può ingannare né ingannarsi, le ha rivelate alla sua Chiesa.
44- Dim. Come le credete voi?
Ris. Certissimamente, più fermamente che quello che veggo cogli occhi o tocco colle mani.
45- Dim. Come sappiamo noi, che Iddio le abbia dette?
Ris. Perché ce l'insegna la Chiesa, alla quale l'hanno insegnate a voce o in iscritto gli Apostoli, i quali l'impararono da Gesù-Cristo, e furono ispirati dallo Spirito-Santo.
46- Dim. Che intendete voi per la Chiesa?
Ris. L'unione de' fedeli Cristiani, che sono in tutto il mondo sotto d'un Capo, ch'è il Sommo Pontefice.
47- Dim. Da chi sono istruiti e governati nelle cose di Dio?
Ris. Da' Pastori e da' Vescovi per comandamento di Gesù-Cristo.
48- Dim. Chi è il Capo di questa Chiesa?
Ris. Il Capo invisibile è Gesù-Cristo; il Capo visibile è il Pontefice Romano.
49- Dim. Che cosa è obbligato a sperare il Cristiano?
Ris. La salute eterna ed i mezzi per ottenerla.
50- Dim. Da chi lo speriamo noi?
(7) Ris. Da Dio buono ed onnipotente per gli meriti di Gesù-Cristo secondo le sue promesse.
51- Dim. Per conseguire la salute eterna ci vogliono le opere buone?
Ris. Sì; ci vogliono le opere buone per salvarsi.
52- Dim. Per fare le opere buone, avete voi bisogno dell'aiuto della Grazia di Dio?
Ris. Sì; perché senza di essa non posso fare verun bene per la vita eterna.
53- Dim. Quale è il mezzo più efficace per ottenere da Dio gli aiuti de' quali abbiamo bisogno?
Ris. L'Orazione.
54- Dim. Quale è la più perfetta di tutte le Orazioni?
Ris. Il Pater noster.
55- Dim. Recitatelo.
Ris. Padre nostro che sei ne' Cieli, sia santificato il tuo Nome. Venga il Regno tuo. Sia fatta la volontà tua, come in Cielo così in terra. Dà a noi oggi il nostro pane quotidiano. E rimetti a noi i nostri debiti, siccome noi li rimettiamo a' nostri debitori. E non c'indurre in tentazione. Ma liberaci dal male. Così sia.
56- Dim. Perché il Pater noster è la più perfetta Orazione tra tutte?
Ris. Perché l'ha composta Gesù-Cristo.
57- Dim. Che contiene il Pater noster?
Ris. Tutto quello che si può domandare e sperare da Dio, cioè che ci dia ogni bene ||8|| e ci liberi da ogni male.
58- Dim. Al Pater noster quale Orazione si suole aggiungere da' Cristiani?
Ris. L'Ave Maria.
59- Dim. Recitatela.
Ris. Dio ti salvi Maria, piena di Grazia, il Signore è teco: benedetta sei Tu fra le Donne, e benedetto il frutto del tuo ventre Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell'ora della nostra morte. Così sia.
60- Dim. Dobbiamo noi invocare Maria Santissima?
Ris. Sì; Ella è speciale nostra Protettrice, ed Avvocata pe' peccatori appresso Dio.
61- Dim. Dobbiamo noi onorarla?
Ris. Sì; dobbiamo ammirare e lodare la sua purità, la sua umiltà e le altre virtù, ed onorarla come vera Madre di Dio
62- Dim. Dov'è la Vergine Maria?
Ris. È in cielo.
63- Dim. Quella che si dipinge nella Chiesa, che cosa è?
Ris. È immagine di quella, ch'è in Cielo.
64- Dim. Perché ricorriamo a Maria Santissima ed agli altri Santi, e specialmente al nostro Angelo Custode?
Ris. Acciocché preghino Iddio, che ci conceda le cose necessarie per questa vita e per l'altra.
65- Dim. Basta per salvarsi essere battezzato, credere e sperare in Gesù-Cristo?
Ris. No; bisogna osservare i dieci Comandamenti ||9|| di Dio.
66- Dim. Recitateli.
Ris. I. Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altro Dio avanti di me.
2. Non pigliare il nome del Signore Dio tuo in vano.
3. Ricordati di santificar le Feste.
4. Onorare il Padre e la Madre.
5. Non ammazzare.
6. Non fornicare.
7. Non rubare.
8. Non dir falso testimonio.
9. Non desiderare la donna d'altri.
10. Non desiderar la roba altrui.
67- Dim. Che cosa in somma ci comanda Iddio?
Ris. L'Amore di Dio e del Prossimo, amando Iddio sopra ogni cosa, e il Prossimo come noi stessi; e perciò i primi tre Comandamenti insegnano, come abbiamo da amare ed onorare Dio col cuore, colla parola e coll'opere. Gli altri sette c'insegnano poi come abbiamo da amare il Prossimo, astenendoci di fargli danno e desiderargli male, così nella persona, come nelle robe e nell'onore.
68- Dim. Dichiarate il primo Comandamento.
Ris. Nel primo ci comanda Dio di riconoscere, onorare ed amare Lui solo per nostro Dio e supremo Signore. Ed in questo Comandamento si contengono i tre Precetti delle tre Virtù Teologali, cioè della Fede, della Speranza e della Carità. Col primo precetto della Fede dobbiamo credere che v'è Dio e che son ||10|| vere tutte le cose da Lui rivelate alla Santa Chiesa e che la Santa Chiesa insegna a noi, credendole perché l'ha dette Iddio, ch'è Verità infallibile e non può ingannare né essere ingannato. Col secondo della Speranza dobbiamo sperare da Dio il Paradiso e tutte le grazie necessarie per ottenerlo, fidati nella Potenza di Dio, nella sua Bontà e nella promessa che ha fatta di esaudirci, quando lo preghiamo per li meriti di Gesù-Cristo. Col terzo della Carità dobbiamo amare Dio sopra ogni cosa, con volontà risoluta di perdere prima tutto che la sua Grazia offendendolo, e dobbiamo amare il Prossimo come noi stessi.
69- Dim. Dichiarate il secondo.
Ris. Il secondo proibisce le bestemmie, i giuramenti falsi o inutili, e le omissioni di sodisfare a' voti fatti.
70- Dim. Dichiarate il terzo.
Ris. Il terzo comanda di osservare le Feste, con sentire la Messa ed astenersi dalle opere o siano fatiche servili.
71- Dim. Dichiarate il quarto.
Ris. Il quarto comanda di onorare i nostri Padri e Madri, portando loro riverenza, ubbidienza e amore, soccorrendoli ne' loro bisogni spirituali e temporali.
72- Dim. Dichiarate il quinto.
Ris. Nel quinto si comanda di non uccidere né percuotere ingiustamente il Prossimo, né di offenderlo con ingiurie o con desiderargli male. Ed all'incontro ci comanda ||11|| di perdonare, e d'amare i nostri nemici.
73- Dim. Dichiarate il sesto.
Ris. Il sesto ci proibisce tutte le opere e parole disoneste.
74- Dim. Dichiarate il settimo.
Ris. Il settimo proibisce pigliare o ritenere, o far danno alla roba d'altri contro la volontà del padrone.
75- Dim. Dichiarate l'ottavo.
Ris. L'ottavo proibisce per I.o di mormorare, cioè scovrire i difetti del Prossimo, benché veri, sempre che non è necessario (quando son veri) per rimediare a qualche danno. Per 2.o di fare qualche ingiuria al Prossimo con parole o con fatti. Per 3.o di far giudizi temerari, con giudicare male del Prossimo senza ragione. Per 4.o di dir bugie, massimamente con danno d'altri.
76- Dim. Dichiarate li due ultimi Comandamenti.
Ris. Col nono ci proibisce Dio di non desiderare o compiacerci col pensiero de' peccati disonesti; e col decimo di non desiderare o compiacerci del danno del Prossimo nella roba.
77- Dim. Vi sono altri Comandamenti da osservare, oltre a' Comandamenti di Dio?
Ris. Vi sono li Comandamenti della Chiesa.
78- Dim. Recitateli.
Ris. I. Udir la Messa in tutte le Domeniche ed altre Feste comandate.
2. Digiunar la Quaresima, nelle Quattro Tempora e nelle vigilie comandate, ed ||12|| astenersi dal mangiar carne il Venerdì ed il Sabato.
3. Confessarsi almeno una volta all'anno.
4. Comunicarsi almeno la Pasqua di Resurrezione nella propria Parrocchia.
5. Pagar le Decime alla Chiesa.
6. Non celebrar le Nozze ne' tempi proibiti.
79- Dim. Chi ha fatto questi Comandamenti?
Ris. I Superiori della Chiesa per l'autorità ricevuta da Gesù-Cristo.
80- Dim. Chi non osserva i Comandamenti di Dio e della Chiesa, che cosa fa?
Ris. Fa peccato.
81- Dim. Quante sorti di peccati vi sono?
Ris. Due sorti: Originale e Attuale.
82- Dim. Qual'è il peccato originale?
Ris. È quello, col quale tutti nasciamo, originato in noi dal nostro primo Padre Adamo.
83- Dim. Spiegate il peccato attuale.
Ris. È quello che si commette da noi.
84- Dim. Di quante maniere è il peccato attuale?
Ris. Di due maniere: mortale e veniale.
85- Dim. Qual'è il peccato mortale?
Ris. È una mancanza grave con piena avvertenza e consenso deliberato contro a' Comandamenti di Dio o della Chiesa.
86- Dim. Qual'è il peccato veniale?
Ris. È quello che si commette, quando o la materia è leggiera, o non si fa con perfetta avvertenza o consenso.
87- Dim. In quante maniere si può peccare?
Ris. In tre maniere: in pensieri, parole ed opere.
88- (13) Dim. Che fa il peccato mortale?
Ris. Priva l'Anima della grazia di Dio; e per questo chi muore in peccato mortale è condannato per sempre all'Inferno.
89- Dim. A quanti capi si riducono tutti i peccati?
Ris. A sette, che si chiamano capitali, perché sono l'origine di tutti gli altri.
90- Dim. Recitateli.
Ris. Superbia, Avarizia, Lussuria, Ira, Gola, Invidia ed Accidia.
91- Dim. Chi lascia di fare quello, che è obbligato di fare, commette peccato?
Ris. Sì; commette un peccato di omissione.
92- Dim. Con che si purga l'Anima dal peccato?
Ris. Col mezzo de' Sagramenti.
93- Dim. Quanti sono li Sagramenti?
Ris. Sono sette, cioè Battesimo, Cresima, Eucaristia, Penitenza, Estrema Unzione, Ordine sacro e Matrimonio.
94- Dim. Perché Gesù-Cristo ha istituiti i Sagramenti?
Ris. Per comunicarci le grazie necessarie per la nostra santificazione.
95- Dim. Che effetto fa il Battesimo?
Ris. Scancella il peccato originale, ed attuale se vi è; ci fa rinascere spiritualmente e rimette ogni pena.
96- Dim. Che effetto fa la Cresima?
Ris. Ci dà forza per soffrire ogni cosa per Dio, e per combattere per la Fede senza timore.
97- Dim. Che fa l'Estrema Unzione?
Ris. Dà aiuto per ben morire e per ricevere la sanità del corpo, se sarà espediente ||14|| per la salute eterna; ed anche per togliere le reliquie de' peccati.
98- Dim. Che effetto fa l'Ordine?
Ris. Dà la potestà spirituale e la grazia necessaria per esercitare le funzioni sacre.
99- Dim. Che effetto fa il Matrimonio?
Ris. Dà la grazia a coloro che si maritano di vivere cristianamente e di allevare i figliuoli secondo la legge di Dio.
100- Dim. Gesù-Cristo ha istituito il Sagramento della Penitenza?
Ris. Sì; dando a' Sacerdoti la potestà di rimettere i nostri peccati, facendo noi una buona Confessione.
101- Dim. Quante cose si ricercano per fare una buona Confessione?
Ris. Cinque. I. Esaminar la sua coscienza e pensare a' peccati commessi.
2. Concepirne un vero dolore.
3. Fare un fermo proponimento di mai più commetterli.
4. Manifestare tutti i peccati mortali al Confessore per riceverne l'assoluzione.
5. Far la penitenza che gli sarà imposta.
102- Dim. Con qual diligenza dobbiamo procurare di ricordarci de' nostri peccati?
Ris. Con quella colla quale pensiamo a' nostri più importanti negozi.
103- Dim. Chi per mancanza d'esame lascia alcun peccato, si confessa bene?
Ris. Signor no.
104- Dim. Che cosa si deve fare dopo l'esame di coscienza?
Ris. Dobbiamo colla speranza del perdono ||15|| da Dio per li meriti di Gesù-Cristo, concepire un interno dolore nel cuore, dispiacendoci al sommo e veramente d'aver offeso Iddio.
105- Dim. Di quanti modi è questo dolore?
Ris. È di due modi: perfetto che si chiama Contrizione, imperfetto che si chiama Attrizione. La Contrizione è quando il peccatore si pente del peccato, per essere stata offesa di Dio, Bontà infinita. L'Attrizione poi è quando si pente di aver offeso Dio per timore dell'Inferno o per la perdita fatta del Paradiso, o pure per la bruttezza particolare di quel peccato, conosciuta per lume di Fede.
106- Dim. Quali sono gli effetti della Contrizione e dell'Attrizione?
Ris. La Contrizione giustifica subito il peccatore, anche prima di confessarsi; ma sempre egli è tenuto poi a confessare i suoi peccati. L'Attrizione poi lo dispone a ricevere il perdono quando riceve l'Assoluzione del Confessore.
107- Dim. Come si fa l'atto di Contrizione?
Ris. Dio mio, perché ho offeso Voi sommo Bene, Bontà infinita, mi pento più d'ogni male di tutti i peccati miei. Propongo prima morire che offendervi più.
108- Dim. Come si fa l'atto d'Attrizione?
Ris. Dio mio, perché col mio peccato mi ho acquistato l'Inferno e m'ho perduto il Paradiso, mi pento sovra ogni male di avervi offeso. Propongo ecc.
109- Dim. Chi dicesse queste parole solo colla bocca, ha buon dolore?
(16) Ris. Signor no; dee dirle col cuore.
110- Dim. Chi si pente veramente, deve avere il proposito?
Ris. Sì.
111- Dim. Che cosa è proposito?
Ris. È una ferma e sincera volontà di non offender più Dio coll'aiuto della sua grazia.
112- Dim. Quali peccati siamo obbligati a confessarci?
Ris. Tutti i mortali, senza lasciarne uno solo per malizia, per vergogna o per notabile negligenza nell'esame.
113- Dim. Chi lascia così di confessare alcun peccato mortale, che peccato fa?
Ris. Un sacrilegio.
114- Dim. Indi che dee fare per confessarsi bene?
Ris. Dee confessar di nuovo quei peccati che ha confessati e quello che ha lasciato e il sacrilegio che ha commesso.
115- Dim. Siamo obbligati a confessare i peccati veniali?
Ris. Non siamo obbligati; ma è utile cosa confessarli, con dolore però e proposito.
116- Dim. Il Penitente è obbligato ad accettare e adempiere la penitenza, che li dà il Confessore?
Ris. Deve accettarla e farla quanto prima può.
117- Dim. Chi si è ben confessato e va a comunicarsi, riceve un altro Sacramento?
Ris. Sì; riceve il Sacramento dell'Eucaristia.
118- (17) Dim. Che effetto fa tal Sacramento?
Ris. Accresce la Grazia di Dio, e così nutrisce la vita spirituale dell'Anima.
119- Dim. Che cosa vi è nel Sagramento dell'Eucaristia?
Ris. Vi è nostro Signore Gesù-Cristo in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.
120- Dim. Che cosa è l'ostia avanti la Consegrazione?
Ris. È pane.
121- Dim. E dopo la Consegrazione?
Ris. È il Corpo di nostro Signore Gesù-Cristo.
122- Dim. Nel calice avanti la Consegrazione, che cosa vi è?
Ris. Vi è il vino.
123- Dim. E dopo la Consegrazione?
Ris. Vi è il Sangue di nostro Signore Gesù-Cristo.
124- Dim. Chi fa questa mutazione?
Ris. Iddio per mezzo delle parole dette dal Sacerdote.
125- Dim. Vi resta il pane e il vino?
Ris. Signor no; ma solamente vi restano le specie del pane e del vino, cioè il vero colore, il vero sapore, il vero odore del pane e del vino.
126- Dim. Nell'Eucaristia vi sta tutto Gesù?
Ris. Sì; vi sta vivo come in Cielo, in Corpo, Anima, Sangue e Divinità.
127- Dim. Quando si rompe l'Ostia, si sparte Gesù-Cristo?
Ris. Signor no; e resta intero in qualsivoglia particella.
128- Dim. Dobbiamo adorare l'Ostia consacrata?
(18) Ris. Sì; perché essendovi Gesù-Cristo vivo in Anima, Corpo e Divinità, dobbiamo adorarla, come s'adora Iddio.
129- Dim. Quando si consacra l'Ostia?
Ris. Nella Santa Messa.
130- Dim. Che cosa è la Messa?
Ris. È la continuazione dell'offerta, che fece Gesù-Cristo di sé al Padre, morendo per noi.
131- Dim. Per quali fini e cagioni s'offre il Sacrificio della Messa?
Ris. Per onorare, ringraziare e riconoscere Iddio come supremo Signore di ogni cosa.
132- Dim. Si offre ancora per nostro utile?
Ris. Sì; per ottenerci il perdono de' peccati, per impetrarci le grazie necessarie e per sodisfare a Dio, tanto per noi, quanto per l'Anime del Purgatorio.
133- Dim. Se è così, dobbiamo assistere alla Messa con gran rispetto ed attenzione?
Ris. Certamente, e senza ciarlare e guardare qua e là.
Il fine della Dottrina Cristiana
(19)
MODO / d'imparare a servire la / SANTA MESSA [Interrogationes et responsiones Ordinarii S. Missae, p. 19-22].
(22)
Atti Cristiani
Dio mio, Verità infallibile, perché Voi l'avete rivelato alla santa Chiesa, io credo tutto quello che la santa Chiesa mi propone a credere. Credo che Voi siete il mio Dio, Creatore del tutto, che nell'eternità premiate i giusti col Paradiso, e castigate i peccatori coll'Inferno. Credo che Voi siete Uno nell'Essenza, e Trino nelle Persone, cioè Padre, Figliuolo e Spirito-Santo. Credo l'Incarnazione e Morte di Gesù-Cristo. Credo finalmente tutto quello che crede la santa Chiesa. Vi ringrazio d'avermi fatto Cristiano e mi protesto che in questa santa Fede voglio vivere e morire.
Dio mio, fidato nelle vostre promesse, perché Voi siete Potente, Fedele e Misericordioso, spero per li meriti di Gesù-Cristo il perdono de' miei peccati, la Perseveranza finale e la Gloria del Paradiso.
Dio mio, perché Voi siete Bontà infinita, degna d'infinito amore, v'amo con tutto il cuore mio sopra ogni cosa. E di tutti i peccati miei, perché ho offeso Voi, Bontà infinita, me ne pento con tutto il cuore e me ne dispiace. Propongo prima morire che mai più disgustarvi, colla grazia vostra, che Vi cerco per ora e per sempre. E propongo ancora di ricevere i santi Sacramenti in vita ed in morte.
(23)
Atti da farsi ogni mattina
Si faccia il segno della Croce, e poi si dica:
I. Dio mio, v'adoro e vi ringrazio di tutti i benefici, e specialmente di avermi conservato questa notte.
II. Io v'amo con tutto il cuore e vi offerisco quanto farò e patirò in questo giorno, in unione delle azioni e patimenti di Gesù e di Maria, con intenzione di acquistare tutte le Indulgenze che posso.
III. Propongo di fuggire ogni peccato e vi prego per amore di Gesù a darmi la perseveranza. Propongo particolarmente nelle cose contrarie di unirmi alla vostra Volontà, con dir sempre: Signore, sia fatto quel che volete Voi.
Gesù mio, tenetemi oggi le mani sopra. Maria Santissima, custoditemi. Angelo Custode, Santi Avvocati, assistetemi. Un Pater ed Ave e Credo, con tre Ave alla Purità di Maria.
Cominciando a lavorare dica: Signore, vi offerisco questa fatica.
Andando a mangiare: Dio mio, benedite questo cibo e me, acciocché non vi commetta difetti e tutto sia a Gloria vostra.
Dopo aver mangiato: Vi ringrazio, Signore, di aver fatto bene ad un vostro nemico.
Quando suona l'ora: Gesù mio, v'amo, non permettete ch'io più v'offenda.
In tempo di tentazioni replichi spesso: Gesù e Maria.
Quando conosce o dubita di qualche peccato commesso, dica subito: Dio mio, me ne pento, non voglio farlo più. E se è stato peccato grave, subito se ne confessi.
Nella sera ringrazi Dio di tutte le grazie ricevute. Faccia l'esame e l'atto di Dolore, e poi farà gli Atti Cristiani, posti di sovra.
(24)
CANZONCINA
Lodi ognun con dolce canto
Padre, Figlio e Spirto-Santo:
Tre Persone e un solo Dio,
Trino ed uno, giusto e pio.
Per salvarci dall'Inferno
S'è fatt'uomo il Verbo Eterno:
Nascer volle dalla pia
Sempre Vergine Maria.
Il farsi uomo, e poi patire,
Ed in Croce un Dio morire;
Fa bruciar d'ogni uomo il cuore
Il pensare a un tanto Amore.
Questo Dio giusto e verace
Dona a' Buoni eterna pace,
Ma castiga i malviventi
Con eterni e gran tormenti.
Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa.
.Fonte: http://www.intratext.com/IXT/ITASA0000/_IDX033.HTM
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